Orgoglio tricolore

Orgoglio tricolore. Già nel suo nome è scritto il destino di questa nuova formazione politica nata dalle ceneri di Fratelli d’Italia. Perché un gruppo di giovani di destra, capitanati da una figura storica di Fiumicino (leggi Quirino Secci), decide di abbandonare la propria casa per gettarsi nella mischia a neanche due mesi dalle elezioni comunali?

Per orgoglio appunto. Per rimarcare la differenza che esiste fra la politica fatta con la ragione e quella che si espone in nome degli ideali. L’orgoglio dell’appartenenza, di quella appartenenza che si è andata smarrendo per via delle scelte dettate dalla “ragion di stato”.
I giovani di Fiumicino hanno trovato la forza – e con loro Quirino Secci che nonostante l’età non più verde ancora si batte con l’entusiasmo di un ragazzino – di dire basta e di rimarcare con le azioni questa differenza.
C’era una volta una bandiera… Ecco, i ragazzi di Fiumicino sono gli alfieri di questa bandiera, sfileranno con il naso al cielo orgogliosi di appartenere a una razza in estinzione: quella di chi crede ancora che la politica possa essere fatta di ideali, di amore al di là che si vinca o si perda. Non è questo il punto. I ragazzi di Fiumicino con la loro scelta hanno già vinto. Hanno vinto per far sventolare una bandiera lacerata che la vecchina del loro simbolo sta già ricucendo per ricomporrei i pezzi di un ideale smarrito.
Franco Cerretti

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